(segue dal post precedente)
Dopo un’infinitesima pausa (cosa è mai un anno nella vita del Sole?), rieccomi con preziosi consigli di luminescenti studiosi della coppia, volti ad evitare che il marito ti tradisca col portatovaglioli solo perché è più nuovo di te.
La tavola.
La tavola secondo una certa branca (o branchia a questo punto) della scienza, è un fattore che non va trascurato nel tenere legato un uomo e nel tenere desto il suo intermittente interesse sentimental sessuale. La moglie, per mostrarsi originale anche in questo settore e mostrare al proprio marito quale donna eclettica e versatile ha sposato, dovrebbe spaziare, almeno una volta alla settimana, nella preparazione di menù dall’indiano all'eschimese, servendo in tavola di volta in volta bacche, nettare di ambrosia, fiori di loto, radici e cortecce di vari arbusti orientali possibilmente contenenti anche i nidi di insetti, formiche fritte, aracnidi e gasteropodi vari, foglie di salvia impanate, semi, pallini duri di origine interstellare, pietanze di animali improbabili tipo carne di pachiceto, tutto condito con salse da sapore, colore, odore inverosimile, sicuramente più adatte a stuccare gli infissi che al palato umano. Il tutto servito magari in un sottovaso intagliato in un tronco di cocco con dentro anche un po’ di fondale marino e conchiglie, per dare a tutta la situazione quel retrogusto contadino e primordiale stile “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto”, e come posate, bastoncini, punte di selce, cucchiaini di tufo, cacciaviti con punta a stella e utensileria d’officina meccanica varia.
Non si capisce, tale messinscena oriental-bucolico-pastorale, a quale risultato “di coppia” apprezzabile dovrebbe portare. Forse che una lavanda gastrica o un clistere di candeggina fatto reciprocamente con la canna per annaffiare il giardino condominiale, costituisce un’esperienza sessuale off limits, assolutamente imperdibile, che garantisce l’immediata resurrezione dell’interesse sessuale del marito per la moglie?
Ma anche se così fosse, questi terapisti di coppie di orsetti lavatori, pensano che una donna sana di mente, ben inserita in questa società, che lavora, che ha interessi culturali discreti, che ha probabilmente uno o due figli, abbia anche un solo minuto del suo tempo da sprecare per andare a caccia chissà dove di tali specialità esotiche, quando sappiamo tutte essere un grave problema della donna moderna riuscire a passare a prendere due fette di crudo al supermercato sotto casa? Il tutto per arrivare al massimo a sentirsi dire “ma che roba è?! Ma non potevi fare una pasta al sugo?” da un marito che se prima era semplicemente annoiato, ora è sempre annoiato ma pure incazzato?
Ma, consideriamo anche quel caso su 10.000 in cui una moglie riesca a trasformare tale performance culinaria in un altrettanto buona performance culi in aria in camera da letto con il marito, ottenendo così almeno occasionalmente quella vita sessuale soddisfacente e fantasiosa tra marito e moglie di cui narra certa letteratura mitologia tipo la ricerca del Santo Graal. Dicevo, appurato che il metodo funziona, per quale ragione una moglie dovrebbe cercare di ottenere dal marito ormai intiepidito come una minestra al farro, con uno sforzo di tempo, soldi, energia, buonumore così imponente, lo stesso risultato che potrà ottenere da un altro maschio alfa più reattivo, il quale ritiene già un’esperienza culinaria grandemente afrodisiaca il Menu n° 2 di Mc Donalds?
Io non lo so.
category: relazioni pericolose, gioie familiari
comments: commenti (popup) | commenti

